Città vecchia – Umberto Saba

citta-vecchia

 

Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
piú puro dove piú turpe è la via.

Umberto Saba

da “Trieste e una donna”(1910-1912), “Lo Specchio” Mondadori, 1980

Ed amai… – Umberto Saba

Foto di Mario Nunes Vais, 1910

Foto di Mario Nunes Vais, 1910

 

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Ed amai nuovamente; e fu di Lina
dal rosso scialle il piú della mia vita.
Quella che cresce accanto a noi, bambina
dagli occhi azzurri, è dal suo grembo uscita.

Trieste è la città, la donna è Lina,
per cui scrissi il mio libro di piú ardita
sincerità; né dalla sua fu fin’
ad oggi mai l’anima mia partita.

Ogni altro conobbi umano amore;
ma per Lina torrei di nuovo un’altra
vita, di nuovo vorrei cominciare.

Per l’altezze l’amai del suo dolore;
perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra,
e tutto seppe, e non se stessa, amare.

Umberto Saba

da “Autobiografia”, 1924, in “Il canzoniere (1900-1954)”, “I Millenni” Einaudi, 1965

«Quando il pensiero di te mi accompagna» – Umberto Saba

Foto di David Hamilton

Foto di David Hamilton

 

Quando il pensiero di te mi accompagna
nel buio, dove a volte dagli orrori
mi rifugio del giorno, per dolcezza
immobile mi tiene come statua.
Poi mi levo, riprendo la mia vita.
Tutto è lontano da me, giovinezza,
gloria; altra cura dagli altri mi strana.
Ma quel pensiero di te, che tu vivi,
mi consola di tutto. Oh tenerezza
immensa quasi disumana!

Umberto Saba

da “Il canzoniere” (1900-1954), “I Millenni” Einaudi, 1965

Caro luogo – Umberto Saba

Yves Trémorin, Les amants magnifiques, 1989

Yves Trémorin, Les amants magnifiques, 1989

 

Vagammo tutto il pomeriggio in cerca
d’un luogo a fare di due vite una.

Rumorosa la vita, adulta, ostile,
minacciava la nostra giovinezza.

Ma qui giunti ove ancor cantano i grilli,
quanto silenzio sotto questa luna.

Umberto Saba

da “Il canzoniere” (1900-1954), “I Millenni” Einaudi, 1965

A mia figlia – Umberto Saba

Edouard Boubat, Portrait of Anne- Marie Edvina, 1961

Edouard Boubat, Portrait of Anne-Marie Edvina, 1961

 

Mio tenero germoglio,
che non amo perché sulla mia pianta
sei rifiorita, ma perché sei tanto
debole e amore ti ha concesso a me;
o mia figliola, tu non sei dei sogni
miei la speranza; e non più che per ogni
altro germoglio è il mio amore per te.

La mia vita mia cara
bambina,
è l’erta solitaria, l’erta chiusa
dal muricciolo,
dove al tramonto solo
siedo, a celati miei pensieri in vista.
Se tu non vivi a quei pensieri in cima,
pur nel tuo mondo li fai divagare;
e mi piace da presso riguardare
la tua conquista.

Ti conquisti la casa a poco a poco,
e il cuore della tua selvaggia mamma.
Come la vedi, di gioia s’infiamma
la tua guancia, ed a lei corri dal gioco.
Ti accoglie in grembo una sì bella e pia
mamma, e ti gode. E il suo vecchio amore oblia.

Umberto Saba

da “Il canzoniere” (1900-1954), “I Millenni” Einaudi, 1965

La foglia – Umberto Saba

Domenico Tattoli, Autumn Leaves

Domenico Tattoli, Autumn Leaves

 

Io sono come quella foglia, guarda,
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccata.

Negami dunque. Non ne sia rattristata
la bella età che a un’ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s’attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.

Umberto Saba

da “Il canzoniere” (1900-1954), “I Millenni” Einaudi, 1965