La sabbia e l’angelo – V – Margherita Guidacci

Foto di Jerry Uelsmann

 

Furono ultime a staccarsi le voci. Non le voci tremende
Della guerra e degli uragani,
E nemmeno voci umane ed amate,
Ma mormorii d’erbe e d’acque, risa di vento, frusciare
Di fronde tra cui scoiattoli invisibili giocavano,
Ronzio felice d’insetti attraverso molte estati
Fino a quell’insetto che più insistente ronzava
Nella stanza dove noi non volevamo morire.
E tutto si confuse in una nota, in un fermo
E sommesso tumulto, come quello del sangue
Quando era vivo il nostro sangue. Ma sapevamo ormai
Che a tutto ciò era impossibile rispondere.
E quando l’Angelo ci chiese: «Volete ancora ricordare?»
Noi stessi l’ implorammo: «Lascia che venga il silenzio!»

Margherita Guidacci

da “La sabbia e l’angelo” (1946), in “Margherita Guidacci, Le poesie”, a cura di Mauro Del Serra, Casa Editrice Le Lettere, 1999

È come una mancanza di respiro – Margherita Guidacci

Edward Weston, Portrait of Tina Modotti, Mexico, 1922

Edward Weston, Portrait of Tina Modotti, Mexico, 1922

 

È come una mancanza di respiro
e un senso di morire
quando mi stringe improvviso
il desiderio di te tanto lontano
e nulla può calmarlo, altro pensiero
non può occuparmi, tranne il Paradiso
che sarebbe per me lo starti accanto.
Ma poiché ciò m’è negato, più cara,
molto più cara d’una fredda pace
mi è la stretta indicibile −
quasi marchio di fuoco che proclami
ancora e sempre quanto sono tua.
A nessun costo vorrei separarmi
da questo mio dolore.

Margherita Guidacci

da “Anelli del tempo”, Edizioni Città di Vita, 1993

Non voglio – Margherita Guidacci

Foto di Anka Zhuravleva

Foto di Anka Zhuravleva

La farfalla è condannata per le
sue ali, che sono antieconomiche.
Osbert Sitwell

Tutti i vostri strumenti hanno nomi bizzarri
e difficili, ma io vedo chiaro
e so che in fondo sono solamente
metri e gessetti con cui misurate
e segnate − segnate e misurate
senza stancarvi.

Sfilate spilli di tra le labbra, come una sarta:
me li appuntate sull’anima
e dite: «Qui faremo un bell’orlo.
Dopo starai tanto meglio.»

Io non voglio che mi tagliate un pezzo d’anima!
Se ne ho troppa per entrare nel vostro mondo,
ebbene, non voglio entrarci.

Sono un poeta: una farfalla, un essere
delicato, con ali.
Se le strappate, mi torcerò sulla terra,
ma non per questo potrò diventare
una lieta e disciplinata formica.

Margherita Guidacci

da “Neurosuite”, Vicenza: Neri Pozza, 1970

Anelli del tempo – Margherita Guidacci

Frances Mortimer, Reflection, Paris, 1950s

Frances Mortimer, Reflection, Paris, 1950s

 

Degli anelli del tempo, che si aggiungono
sempre nuovi, furono alcuni così stretti
che ne ricordo solo l’orrore di soffocare.
In altri, larghi e informi, vagai smarrita
senza un sostegno a cui aggrapparmi. I più,
pallidamente indifferenti, si ammucchiavano
gli uni sugli altri, subito saldandosi
senza nemmeno un segno di sutura.
Solo a pochi e per poco è tollerabile
riandare. Ma almeno questo, l’ultimo,
di cui oggi si chiude il cerchio, resta perfetto
nel mio cuore: cornice d’oro intorno
a uno specchio di gioia. Chiedo solo
di serbar quest’immagine. E che a te
uno stesso fulgore la riveli
e la circondi, allo scader dell’ora,
nel tuo specchio gemello.

Margherita Guidacci

da “Anelli del tempo”, Firenze, Città di Vita, 1992

Poesia d’amore – Margherita Guidacci

Elena Arcangeli, L'attesa, 2007

Elena Arcangeli, L’attesa, 2007

 

Con l’ansia stessa che tien vivo il seme
Dentro la nera zolla
Finché veda l’ignota luce desiderata,
Ed accompagna il fiume nel suo lungo viaggio
Tra monotone rive
Verso un mare glorioso, dove insieme
Riconosca e raggiunga la sua mèta,
Io ti attendevo senza saperlo,
Ed era amore anche l’attesa.

Questo e non altro rammento,
E non altro so dirti,
Ora che il tempo dell’amore svelato
Sfrena danze di pòllini sul vento
E un impeto di liete acque alla foce,
E gli occhi affondano negli occhi, dolci labbra si uniscono.

Margherita Guidacci

da “Paglia e polvere”, Rebellato, Padova, 1961

La conchiglia – Margherita Guidacci

Beatrice Cignitti, Conchiglia di Pineto, 2008

Beatrice Cignitti, Conchiglia di Pineto, 2008

 

Non a te appartengo, sebbene nel cavo
Della tua mano ora riposi, viandante,
Né alla sabbia da cui mi raccogliesti
E dove giacqui lungamente, prima
Che al tuo sguardo si offrisse la mia forma mirabile.
Io compagna d’agili pesci e d’alghe
Ebbi vita dal grembo delle libere onde.
E non odio né oblio ma l’amara tempesta me ne divise.
Perciò si duole in me l’antica patria e rimormora
Assiduamente e ne sospira la mia anima marina,
Mentre tu reggi il mio segreto sulla tua palma
E stupito vi pieghi il tuo orecchio straniero.

Margherita Guidacci

da “Paglia e polvere”, Padova: Rebellato, 1961

Cumana – Margherita Guidacci

Mimmo Jodice, Cuma, Antro della Sibilla, 1993

Mimmo Jodice, Cuma, Antro della Sibilla, 1993

I
 (Deìfobe, di se stessa)
Del vaticinare con le foglie

Io nulla scrivo sulle foglie. Vi leggo
quel che le foglie recano già scritto
in sé, nelle intricate nervature
simili a vene sul dorso della mano
o linee incise nel palmo. Il mio sguardo,
che segue il biforcarsi di vie segrete,
coglie ad incroci turgidi di linfa
i nodi del significato. Così
si fa più chiaro il messaggio.
Ma quella che tu chiedi, e che tu chiami
la mia risposta, non è mia, e neppure
è una risposta. È la vita che parla
in ogni cosa viva, mentre passa
verso la morte. Vi pongo di mio
soltanto un giusto angolo di sguardo.
E il calmo gesto con cui, dopo averle
lungamente scrutate, affido al vento
queste mie foglie, e il vento se le porta,
esso solo compiendo
per un diritto immemorabile
il sussurrante vaticinio.

Margherita Guidacci

da “Il buio e lo splendore”, Garzanti, 1989