«Noi vivremo» – Paul Celan

Paul Celan & Gisèle Celan-Lestrange

 

Noi
vivremo: tu,
mio figlio, e tu,
amata, tu
sua madre, e con voi
io − in questo
vostro
ospitale paese:
in Francia. Con
i suoi uomini, con
tutti gli uomini.
 
Si arrampica il fagiolo, il
bianco e il
rossochiaro − però
pensa anche alla
bandiera operaia a Vienna−
davanti a casa nostra
a Moisville.

Paul Celan

(Traduzione di Michele Ranchetti e Jutta Leskien)

da “Conseguito silenzio”, Einaudi, Torino, 1998

Bandiera operaia, riferimento all’insurrezione operaia, a Vienna, del 13/14-2-1938

∗∗∗

«Wir werden»

Wir werden
leben: du,
mein Sohn, und du,
Geliebte, du
seine Mutter, und mit euch
ich – in diesem
eurem
gastlichen Land:
in Frankreich. Mit
seinen Menschen, mit
allen Menschen.

Es klettert die Bohne, die
weiße und die
hellrote – doch
denk auch an die
Arbeiterfahne in Wien –
vor unserm Haus
in Moisville.

Paul Celan

da “Die Gedichte aus dem Nachlaß”, Suhrkamp, Frankfurt am Main, 1997

Non scriverti – Paul Celan

 

NON SCRIVERTI
tra i mondi,

imponiti alla
varietà dei significati,

confida nella scia di lacrime
e impara a vivere.

Paul Celan 

(Traduzione di Dario Borso)

da “Oscurato”, Einaudi, Torino, 2010

∗∗∗

Schreib dich nicht 

SCHREIB DICH NICHT
zwischen die Welten,

komm auf gegen
der Bedeutungen Vielfalt,

vertrau der Tränenspur
und lerne leben.

Paul Celan

da “Eingedunkelt”, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main, 2006

«Hai occhio» – Paul Celan

Paul Celan & Gisèle Celan-Lestrange

 

Hai occhio
per l’uncino nella
parete del mio cuore,
orecchio
per il dialogo tenuto fra noi,
lui
e me,
come se ci fosse
spazio per tutto il già detto?
 
Se piú non l’hai,
voglio tornare
ed esser lui.

Paul Celan

22-9-1956

(Traduzione di Michele Ranchetti e Jutta Leskien)

da “Conseguito silenzio”, Einaudi, Torino, 1998

∗∗∗

«Hast du ein Aug»

Hast du ein Aug
für den Widerhaken
in meiner Herzwand,
ein Ohr
für das Gespräch, das wir führen,
er
und ich,
als sei
Raum da für alles Gesagte?
 
Hast du keins mehr,
so will ich noch einmal kommen
und er sein.

Paul Celan

da “Die Gedichte aus dem Nachlaß”, Suhrkamp, Frankfurt am Main, 1997

Oscurato – Paul Celan 

 

OSCURATO
il potere delle chiavi.
La zanna governa,
dai resti del cretaceo,
contro l’attimo
mondiale.

Paul Celan 

(Traduzione di Dario Borso)

da “Oscurato”, Einaudi, Torino, 2010

∗∗∗

Eingedunkelt

EINGEDUNKELT
die Schlüsselgewalt.
Der Stoßzahn regiert,
von der Kreidespur her,
gegen die Welt-
sekunde.

Paul Celan

da “Eingedunkelt”, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main, 2006

All’ultima porta – Paul Celan

Foto di Mario Giacomelli

Foto di Mario Giacomelli

 

Autunno ho filato nel cuore del dio,
una lacrima ho pianto accanto all’occhio suo…
Com’era la tua bocca, turpe, è iniziata la notte.
A capo del tuo letto, tetro, il mondo è impietrito.

Cominciano a giungere con le brocche?
Come sparso il fogliame, è sperperato il vino.
Ti manca il cielo col migrare degli uccelli?
Fa’ che la pietra sia la nube, io la gru.

Paul Celan

(Traduzione di Dario Borso)

da “La sabbia delle urne”, Einaudi, Torino, 2016

Am letzten Tor [All’ultima porta]    Composta a Czernowitz nella seconda metà del 1944 con il titolo Finale [Finale].
v. 8 Cfr. la chiusa di Bei Tag [Di giorno] da Die Niemandsrose [La rosa di nessuno, 1963]: «Auch ich, erinnere dich, | Staub- | farbene, kam | als ein Kranich [Anch’io, ricordalo, | tu color | polvere, giunsi | come una gru]». (Dario Borso)

∗∗∗

Am letzten Tor

Herbst hab ich in Gottes Herz gesponnen,
eine Träne neben seinem Aug geweint…
Wie dein Mund war, sündig, hat die Nacht begonnen.
Dir zu Häupten, finster, ist die Welt versteint.

Fangen sie nun an zu kommen mit den Krügen?
Wie das Laub verstreuet, ist vertan der Wein.
Missest du den Himmel mit den Vogelzügen?
Laß den Stein die Wolke, mich den Kranich sein.

Paul Celan

da “Der Sand aus den Urnen”, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main, 2003

Bacca di lupo – Paul Celan

Celan

                                                        … o
voi fiori di Germania, o il mio cuore
divien autentico cristallo, al quale
la luce sperimenta se stessa; quando      la Germania
                       Hölderlin, Dall’abisso infatti…
…come alle case degli ebrei (per ricordo della
Gerusalemme distrutta), deve sempre essere
lasciato qualcosa di i n c o m p i u to…
                               Jean Paul, La valle di Campan

Metti il battente: ci sono
rose in casa.
Ci sono
sette rose in casa.
C’è
il settelumi in casa.
Nostro
figlio
lo sa e dorme.

(Lontano, a Michailovka, in
Ucraina, dove
mi hanno ucciso padre e madre: cosa
là fioriva, cosa
là fiorisce? Quale
fiore, madre,
là ti fece male
con il suo nome?

Madre, a te,
che dicevi bacca di lupo, non:
lupino.

Ieri
uno di loro venne e
ti uccise
un’altra volta nella
mia poesia.

Madre.
Madre, a chi
ho stretto la mano,
quando con le tue
parole andai in
Germania?

Ad Aussig, dicevi tu sempre, ad
Aussig
sull’Elba,
in
fuga.
Madre, là abitavano
assassini.

Madre, io
ho scritto lettere.
Madre, non venne risposta.
Madre, venne una risposta.
Madre, io
ho scritto lettere a –
Madre, essi scrivono poesie.
Madre, non le avrebbero scritte,
se non ci fosse la poesia, che
io ho scritto, per
amor tuo, per
amore del
tuo dio.
Lodato, dicevi,
sia l’Eterno e
benedetto, tre
volte
Amen.

Madre, essi tacciono.
Madre, sopportano che
la perfidia mi diffami.
Madre, nessuno
agli assassini ferma la voce.

Madre, essi scrivono poesie.
Oh
Madre, quanto
dei piú stranieri campi porta il tuo frutto!
Lo porta e nutre
quelli che uccidono!

Madre, io
sono perduto.
Madre, noi
siamo perduti.
Madre, il mio figlio, che
ti somiglia).

Metti il battente: ci sono
rose in casa.
Ci sono
sette rose in casa.
C’è
il settelumi in casa.
Nostro
figlio
lo sa e dorme.

Paul Celan

24-10-1959 – 25-4-1965

(Traduzione di Michele Ranchetti e Jutta Leskien)

da “Conseguito silenzio”, Einaudi, Torino, 1998

In una lettera del 1-6-1960 a Rudolf Hirsch, redattore della casa editrice Fischer, Celan lo ringrazia per la decisione di non pubblicare Wolfsbohne nel «Fischer-Almanach», e aggiunge: «Questa poesia – Klaus Demus ritiene, e in questo ha forse ragione, che in realtà non sia propriamente una poesia – rimane dunque privata, e ora quindi la prego di farla ritornare del tutto nel privato (…)».
Michailovka, lager a Gaissin, in Ucraina, dove morirono i genitori del poeta.
Aussig, città della Boemia del Nord dove la madre fu profuga durante la prima guerra mondiale. Lodato etc. Inizio e formula di risposta di preghiere ebraiche di ringraziamento. (Michele Ranchetti)

∗∗∗

Wolfsbohne

                                                                   … ο
Ihr Blüten von Deutschland, o mein Herz wird
Untrügbarer Kristall, an dem
Das Licht sich prüfet, wenn          Deutschland
                    Hölderlin, Vom Abgrund nämlich…
… wie an den Häusern der Juden (zum Andenken
des ruinirten Jerusalem’s), immer etwas
u n v o l l e n d e t gelassen werden muß…
                       Jean Paul, Das Kampaner Thal

Leg den Riegel vor: Es
sind Rosen im Haus.
Es sind
sieben Rosen im Haus.
Es ist
der Siebenleuchter im Haus.
Unser
Kind
weiß es und schläft.

(Weit, in Michailowka, in
der Ukraine, wo
sie mir Vater und Mutter erschlugen: was
blühte dort, was
blüht dort? Welche
Blume, Mutter,
tat dir dort weh
mit ihrem Namen?

Mutter, dir,
die du Wolfsbohne sagtest, nicht:
Lupine.

Gestern
kam einer von ihnen und

Paul Celan

da “Die Gedichte aus dem Nachlaß”, Suhrkamp, Frankfurt am Main, 1997

Nel giro – Paul Celan

Josephine Cardin, Of Desolate Amber, 2015

Josephine Cardin, Of Desolate Amber, 2015

 

NEL GIRO, udito
sproloquiare a vuoto,
con guaito servile
in certe pause –

Ti ridon dietro, e tu
con presagi in gola,
bocca goffa,
traversi a nuoto il tratto di destino.

Il grido di un fiore
cerca di giungere a esistenza.

Paul Celan

(Traduzione di Dario Borso)

da “Oscurato”, Einaudi, Torino, 2010

v. 9 Der Schrei der schrillen Blume [Il grido dello stridulo fiore]
Celan copia da Wolfe a p. 381 «Der Frühling hat keine Sprache außer dem Schrei». (Dario Borso)

***

Im Kreis

IM KREIS, leer
daherreden gehört,
mit hündischem Laut
in einigen Pausen –

Sie höhnen dir nach, und du
mit Vorbedeutetem in der Kehle,
plumpen Munds,
durchschwimmst die Schicksalsstrecke.

Der Schrei einer Blume
langt nach einem Dasein.

Paul Celan

da “Eingedunkelt”, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main, 2006