«Io venni al mondo per vedere il sole» – Konstantin Dmitrievič Bal’mont

Félix Vallotton, Sunset, Blue-Gray High Tide, 1911, Private Collection

 

Io venni al mondo per vedere il sole
e gli azzurri orizzonti.
Io venni al mondo per vedere il sole
e i bianchi monti.

Io venni al mondo per vedere il mare
e il verde oro del piano.
Piú mondi in uno sguardo io so serrare:
sono un sovrano.

Io vinsi lo squallore dell’oblio
col mio incanto.
In me si cela eternamente un dio
e sempre canto.

Svegliato fu il mio sogno dal dolore
e in terra mi ama ognuno.
Chi pari m’è nelle virtú canore?
Alcuno, alcuno!

Io venni al mondo per vedere il sole
all’imbrunire
io canterò… Io canterò del sole
nell’ora di morire.

Konstantin Dmitrievič Bal’mont

(Traduzione di Renato Poggioli)

da “Il fiore del verso russo”, Passigli Editori, 1998

A lume di luna – Konstantin Dmitrievič Bal’mont

Nicholas Buer, Flight

 

Quando la luna sfavilla nella notturna foschia
con la sua falce tenera e lucente,
la mia anima aspira a un altro mondo,
ammaliata da lontananze infinite.

Ai boschi, ai monti, alle candide cime
io mi affretto nei sogni come uno spirito infermo,
io veglio sul mondo tranquillo
e dolcemente piango e respiro la luna.

Assorbo questo pallido splendore,
come un elfo vacillo in una rete di raggi,
ascolto il silenzio loquace.

Mi è lontano il tormento del prossimo,
mi è straniera la terra con la sua lotta,
sono una nube, un alito di brezza.

Konstantin Dmitrievič Bal’mont

1894

(Traduzione di Angelo Maria Ripellino)

da “Poesia russa del Novecento”, Guanda, Parma, 1954