Tenere insieme le cose – Mark Strand

Mark Strand

 

In un campo
io sono l’assenza
del campo.
È
sempre così.
Ovunque io sia
io sono ciò che manca.

Quando cammino
divido l’aria
e sempre
l’aria rifluisce
a riempire gli spazi
in cui era stato il mio corpo.

Abbiamo tutti motivi
per muoverci.
Io mi muovo
per tenere insieme le cose.

Mark Strand

(Traduzione di Damiano Abeni)

da “Dormendo con un occhio aperto”, 1964, in “L’uomo che cammina un passo avanti al buio”, Mondadori, Milano, 2011

***

Keeping Things Whole

In a field
I am the absence
of field.
This is
always the case.
Wherever I am
I am what is missing.

When I walk
I part the air
and always
the air moves in
to fill the spaces
where my body’s been.

We all have reasons
for moving.
I move
to keep things whole.

Mark Strand

da “Sleeping with One Eye Open” (1964), in “Collected Poems”, New York, Alfred A. Knopf/ Random House, 2014

Per Tess – Raymond Carver

Bonnie Schiffman, Tess Gallagher and Raymond Carver

 

Giù nello Stretto le onde schiumano
come dicono qui. Il mare è mosso e meno male
che non sono uscito. Sono contento d’aver pescato
tutto il giorno a Morse Creek, trascinando avanti
e indietro un Daradevil rosso. Non ho preso niente.
Neanche un morso. Ma mi sta bene così. È stato bello!
Avevo con me il temperino di tuo padre e sono stato seguito
per un po’ da una cagnetta che i padroni chiamavano Dixie.
A volte mi sentivo così felice che dovevo smettere
di pescare. A un certo punto mi sono sdraiato sulla sponda
e ho chiuso gli occhi per ascoltare il rumore che faceva l’acqua
e il vento che fischiava sulla cima degli alberi. Lo stesso vento
che soffia giù nello Stretto, eppure è diverso.
Per un po’ mi son lasciato immaginare che ero morto
e mi stava bene anche quello, almeno per un paio
di minuti, finché non me ne sono ben reso conto: Morto.
Mentre me ne stavo lì sdraiato a occhi chiusi,
dopo essermi immaginato come sarebbe stato
se non avessi davvero potuto più rialzarmi, ho pensato a te.
Ho aperto gli occhi e mi sono alzato subito
e son ritornato a esser contento.
È che te ne sono grato, capisci. E te lo volevo dire.

Raymond Carver

(Traduzione di Riccardo Duranti)

da “Racconti in forma di poesia”, Ed. Minimum Fax, 1999

∗∗∗

For Tess

Out on the Strait the water is whitecapping,
as they say here. It’s rough, and I’m glad
I’m not out. Glad I fished all day
on Morse Creek, casting a red Daredevil back
and forth. I didn’t catch anything. No bites
even, not one. But it was okay. It was fine!
I carried your dad’s pocketknife and was followed
for a while by a dog its owner called Dixie.
At times I felt so happy I had to quit
fishing. Once I lay on the bank with my eyes closed,
listening to the sound the water made,
and to the wind in the tops of the trees. The same wind
that blows out on the Strait, but a different wind, too.
For a while I even let myself imagine I had died –
and that was all right, at least for a couple
of minutes, until it really sank in: Dead.
As I was lying there with my eyes closed,
just after I’d imagined what it might be like
if in fact I never got up again, I thought of you.
I opened my eyes then and got right up
and went back to being happy again.
I’m grateful to you, you see. I wanted to tell you.

Raymond Carver

da “All Of Us: The Collected Poems”, New York: Alfred A.Knopf, 1998

Aggiunta – Billy Collins

René-Jacques, Aux environs de Royan, Charente-Maritime, 1932

René-Jacques, Aux environs de Royan, Charente-Maritime, 1932

 

Quel che ho dimenticato di dirvi in quell’ultima poesia
se avete prestato un minimo di attenzione
è che l’amavo davvero allora.

La luce marittima negli ultimi versi
poteva sembrare artefatta,
falsa come ogni borioso sonetto italiano,

e lo stesso si poteva dire
dei fiori delle alte scogliere
che mi vantavo di averle messo nei capelli

e certo, delle molte lune immaginarie
che ho detto ruotavano sul nostro letto mentre dormivamo,
del cosmo racchiuso dalle pareti della stanza.

Ma la verità è che ci piaceva
fare lunghe passeggiate sulle spiagge ventose,
non le spiagge fra il mare di lei

e la terra simbolica di me,
ma le vere spiagge di conchiglie vuote,
mentre il sole sorge e l’acqua viene avanti e ritorna.

Billy Collins

(Traduzione di Franco Nasi)

da “Balistica”, Fazi Editore, 2011

∗∗∗

Addendum

What I forgot to tell you in that last poem
if you were paying attention at all
was that I really did love her at the time.

The maritime light in the final lines
might have seemed contrived,
and false as any puffed up Italian sonnet,

and the same could be said
for the high cliffside flowers
I claimed to have introduced to her hair

and sure, the many imaginary moons
I said were circling that our bed while we slept,
the cosmos enclosed by the walls of the room.

But the truth is that we loved
to take long walks on the windy shore,
not the beach between the sea of her

and the symbolic land of me,
but the real shorel of empty shells,
the sun rising, the water running up and and back.

Billy Collins

da “Ballistics”, by Random House, New York, 2008

«Tre volte al mio respiro dissi addio» – Emily Dickinson

Nicoletta Thomas, Le finestre dell'anima

Nicoletta Thomas, Le finestre dell’anima

 

598

Tre volte al mio respiro dissi addio
e per tre volte non mi volle lasciare,
ma cercò di agitare il debole ventaglio
che l’acqua si sforzava di fermare.

Per tre volte le onde mi sospinsero in alto,
mi ripresero, poi, come una palla,
fecero smorfie azzurre sulla mia
faccia, e lontano spinsero una vela

che strisciava, distante qualche lega,
ed amavo vederla, pensando, nella morte,
com’era bello osservare quel punto
dov’eran volti umani.

Si fece sonnolenta l’onda, non il respiro.
Si cullavano i venti come bimbi,
e poi il sole baciò la mia crisalide
ed io mi alzai per vivere.

Emily Dickinson

c.1862

(Traduzione di Margherita Guidacci)

da “Tutte le poesie”, “I Meridiani” Mondadori, 1997

∗∗∗

598

Three times – we parted – Breath – and I–
Three times – He would not go –
But strove to stir the lifeless fan
The Waters – strove to stay.

Three Times – the Billows tossed me up –
Then caught me – like a Ball –
Then made Blue faces in my face –
And pushed away a sail

That crawled Leagues off – I liked to see –
For thinking – while I die –
How pleasant to behold a Thing
Where Human faces – be –

The Waves grew sleepy – Breath – did not –
The Winds – like Children – lulled –
Then Sunrise kissed my Chrysalis –
And I stood up – and lived –

Emily Dickinson

da “The Complete Poems of Emily Dickinson”, Thomas H. Johnson, ed., Boston, Mass.: Little, Brown and Company, 1929

«Fiorire – è il fine – chi passa un fiore» – Emily Dickinson

Gustave-Jean Jacquet (France, 1846 - 1909),

Gustave-Jean Jacquet (France, 1846 – 1909), “Un élégant bouquet” (détail), 1886

 

1058

Fiorire – è il fine – chi passa un fiore
con uno sguardo distratto
stenterà a sospettare
le minime circostanze

coinvolte in quel luminoso fenomeno
costruito in modo così intricato
poi offerto come una farfalla
al mezzogiorno –

Colmare il bocciolo – combattere il verme –
ottenere quanta rugiada gli spetta –
regolare il calore – eludere il vento –
sfuggire all’ape ladruncola –

non deludere la natura grande
che l’attende proprio quel giorno –
essere un fiore, è profonda
responsabilità –

Emily Dickinson

c.1865

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

da “Tutte le poesie”, “I Meridiani” Mondadori, 1997

∗∗∗

1058

Bloom — is Result — to meet a Flower
And casually glance
Would scarcely cause [one] to suspect
The minor Circumstance

Assisting in the Bright Affair
So intricately done
Then offered as a Butterfly
To the Meridian —

To pack the Bud — oppose the Worm —
Obtain it’s right of Dew —
Adjust the Heat — elude the Wind —
Escape the prowling Bee

Great Nature not to disappoint
Awaiting Her that Day —
To be a Flower, is profound
Responsibility —

Emily Dickinson

c.1865

da “Bolts of Melody: New Poems of Emily Dickinson”, New York: Harper, 1945

«Mi sono data a lui – e» – Emily Dickinson

Arnold Genthe, Julia Marlowe, c.1911

Arnold Genthe, Julia Marlowe, c.1911

 

580

Mi sono data a lui – e
lui mi sono presa per compenso.
Ho così chiuso
il solenne contratto d’una vita.

Ma l’acquisto potrebbe deludere
ed io alla prova potrei risultare
meno preziosa
di quanto supponga il grande compratore.

L’amore di ogni giorno
svaluta la visione;
ma finché il mercante è sull’acquisto
stanno ancora in un’isola d’aromi
i carichi squisiti della favola.

Almeno, il rischio è reciproco,
qualcuno vi scoprì pure un guadagno –
dolce peso del vivere – trovarsi
debitore ogni notte
ed insolvente ad ogni mezzodì.

Emily Dickinson

(Traduzione di Gabriella Sobrino)

c. 1862

da “Emily Dickinson, Poesie”, Newton Compton, Roma, 1987

∗∗∗

580

I gave myself to Him –
And took Himself, for Pay,
The solemn contract of a Life
Was ratified, this way –

The Wealth might disappoint –
Myself a poorer prove
Than this great Purchaser suspect,
The Daily Own – of Love

Depreciate the Vision –
But till the Merchant buy –
Still Fable – in the Isles of Spice –
The subtle Cargoes – lie –

At least – ’tis Mutual – Risk –
Some – found it – Mutual Gain –
Sweet Debt of Life – Each Night to owe –
Insolvent – every Noon –

Emily Dickinson

da “Poems”, a cura di Mabel Loomis Todd e Thomas W. Higginson, Boston, Robert Brothers, 1891

«Ha una sua solitudine lo spazio,» – Emily Dickinson

Will Barnet, Woman by the Sea

1695

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte – eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima a cospetto di se stessa –
infinità finita.

Emily Dickinson

(Traduzione di Margherita Guidacci)

da “Tutte le poesie”, “I Meridiani” Mondadori, 1997

∗∗∗

1695

There is a solitude of space
A solitude of sea
A solitude of death, but these
Society shall be
Compared with that profounder site
That polar privacy
A soul admitted to itself –
Finite infinity.

Emily Dickinson

da “The Single Hound: Poems of a Lifetime”, a cura di Martha Dickinson Bianchi, Boston, Little, Brown & Co, 1914