A domani – Blaga Dimitrova

Foto di Ralph Gibson

Foto di Ralph Gibson

 

− A domani! − dici tu e già te ne vai.
Con sguardo impaurito io t’accompagno.
A domani?… Ma domani è immensamente lontano.
Davvero tante ore fra noi si porranno?

Fino a domani per me sarà ignota
l’ombra mutevole della tua fronte,
il discorso ardente e pulsante della mano,
dei tuoi pensieri il fluire segreto.

Prima di domani, se vorrai bere, non potrò
essere la tua fonte. Se il freddo
ti avvolge − non sarò il tuo fuoco.
Se hai timore del buio − la tua luce.

− A domani! − tu dici e parti
e non senti nemmeno che non hai risposta.
− Al giorno estremo! − mi aspettavo dicessi
e rimanessi con me fino al giorno estremo.

Blaga Dimitrova

1958

(Traduzione di Valeria Salvini)

dalla rivista “Poesia”, Anno XII, Febbraio 1999, N. 125, Crocetti Editore

∗∗∗

До утре

– До утре! – ти казваш и тръгваш си вече.
А с поглед уплашен изпращам те аз.
До утре?… Но то е безкрайно далече.
Нима часове ше лежат между нас?

До утре да бъде за мен непозната
менливата сянка по твойто чело,
горещата, тупкаша реч на ръката,
на мислите тайното потекло.

До утре, ако ти е жадно, не мога
да бъда твой извор. Студенина
ако те облъхне − да бъда твой огън.
Ако ти е тъмно − твоя светлина.

− До утре! − ти казваш и тръгваш и даже
не чуваш, че отговор нямаш от мен.
− До сетния ден! −аз очаквах да кажеш
и с мен да останеш до сетния ден.

Блага Димитрова

1958

da “Do utre. Stihotvorenija”, (A domani. Poesie), Sofia, 1959

Senza amore – Blaga Dimitrova

Natalia by KonradC

Natalia by KonradC

 

Da questo momento vivrò senza amore.
Libera dal telefono e dal caso.
Non soffrirò. Non avrò dolore né desiderio.
Sarò vento imbrigliato, ruscello di ghiaccio.

Non pallida per la notte insonne –
ma non più ardente il mio volto.
Non immersa in abissi di dolore –
ma non più verso il cielo in volo.
Non più cattiverie – ma nemmeno
gesti di apertura infinita.
Non più tenebre negli occhi, ma lontano
per me non s’aprirà l’orizzonte intero.

Non aspetterò più, sfinita, la sera –
ma l’alba non sorgerà per me.
Non mi inchioderà, gelida, una parola –
ma il fuoco lento non mi arderà.
Non piangerò sulla crudele spalla –
ma non riderò più a cuore aperto.
Non morrò solo per uno sguardo –
ma non vivrò realmente mai più.

Blaga Dimitrova

1958

(Traduzione di Valeria Salvini)

dalla rivista “Poesia”, Anno XII, Febbraio 1999, N. 125, Crocetti Editore

∗∗∗

Без любов

Без любов от днес нататък ще живея.
Независима от телефон и случай.
Няма да боли. И няма да копнея.
Ставам вързан вятър и замръзнал ручей.

Няма да съм бледна подир нощ безсънна
но и няма да ми запламти лицето.
Няма вдън-земя от мъка да потъна –
но и няма да политна към небето.
Няма да съм лоша – но и няма вече
жест като безкраен хоризонт да сторя.
Няма да ми притъмнява – но и далече
няма да ми се отваря цял простора.

Няма вечерта да чакам изтомена –
но и утрото за мен не ще изгрява.
Няма от слова да зъзна вкочанена –
но и няма да изгарям над жарава.
Няма да заплача на жестоко рамо –
но и няма от сърце да се засмея.
Няма да умирам аз от поглед само –
но и всъщност няма вече да живея.

Блага Димитрова

da “Septemvri”, Volume 11, Izd-vo “Bulgarski pisatel”, 1958

I più uniti – Blaga Dimitrova

Foto di Janine Mizéra

Foto di Janine Mizéra

 

Vuoi che rimaniamo buoni amici.
Come posso capirlo?
Che mani fuse fino al dolore –
ora si sfiorino appena?

Sguardi che assetati si bevevano al fondo –
accennino soltanto un saluto?
Labbra senza pietà ardenti –
si scambino semplici frasi?

No, non siamo buoni amici.
Non può esistere un mezzo-amore.
Eravamo i più uniti… Per questo, da ora
nel mondo saremo i più estranei.

Blaga Dimitrova

1959

(Traduzione di Valeria Salvini)

dalla rivista “Poesia”, Anno XII, Febbraio 1999, N. 125, Crocetti Editore

∗∗∗

Бяхме най-близки

Искаш с теб да останем добри познати.
Как да разбирам това?
Длани, които до болка се стапяха сляти –
да се здравистват едва?

Погледи, дето до дъно се пиеха жадни –
леко да се поздравят?
Устни, които се пареха безпощадни –
дружески да си мълвят?

Не, ние не можем да бъдем добри познати.
Няма среда в любовта.
Бяхме най-близки… Затуй отсега нататък
ше сме най-чужди в света.

Блага Димитрова

1959

da “Do utre. Stihotvorenija”, (A domani. Poesie), Sofia, 1959

Sasso – Charles Simic

Foto di Michael Kenna

Foto di Michael Kenna

 

Càlati in un sasso,
io farei così.
Lascia che altri si facciano colomba
o digrignino i denti come tigri.
Mi basta essere un sasso.

All’esterno è un enigma:
nessuno sa come rispondere.
Ma fresco e quiete dev’esserci all’interno.
Anche se una mucca lo calca col suo peso,
anche se un bambino lo getta dentro un fiume;
il sasso affonda, lento, imperturbato,
fino al fondo,
dove i pesci bussano alla sua soglia
e vengono a origliare.

Ho visto scintille schizzar via
quando due sassi sono strofinati
forse là dentro non fa così buio;
forse c’è una luna che brilla
da chissà dove, spuntando magari dietro un colle —
un chiarore appena sufficiente a decifrare
quelle strane scritte, mappe stellari
sui muri interiori.

Charles Simic

da “Hotel Insonnia”, Adelphi, 2002

***

Stone

Go inside a stone
That would be my way.
Let somebody else become a dove
Or gnash with a tiger’s tooth.
I am happy to be a stone.

From the outside the stone is a riddle:
No one knows how to answer it.
Yet within, it must be cool and quiet
Even though a cow steps on it full weight,
Even though a child throws it in a river;
The stone sinks, slow, unperturbed
To the river bottom
Where the fishes come to knock on it
And listen.

I have seen sparks fly out
When two stones are rubbed,
So perhaps it is not dark inside after all;
Perhaps there is a moon shining
From somewhere, as though behind a hill —
Just enough light to make out
The strange writings, the star-charts
On the inner walls.

Charles Simic

da “Dismantling the Silence: Poems”, G. Braziller, 1971

Perdita – Blaga Dimitrova

Foto di Katia Chausheva

Foto di Katia Chausheva

 

Non so se mi ero innamorata di te.
Mi innamorai però di altre cose, lo so:
di una stanza scomoda rivolta a nord,
di una teiera che crepitava di sera.

Degli alberi mi innamorai che toglievano spazio,
dei solitari e soffocanti cinema di quartiere,
dei dolorosi ricordi di prigione,
di un muro ferito dalle bombe.

Delle fermate del tram, delle foglie ricoperte di brina,
di una calda tasca con castagne bruciate,
della pioggia scrosciante, del suono del telefono,
perfino della nebbia fonda color cenere.

Di tutto il mondo mi ero innamorata, non di te.
Lo scoprivo nuovo, interessante, ricco.
Per questo soffro… Non per averti perso.
Altro ho perduto – il mondo intero.

Blaga Dimitrova

1958

(Traduzione di Valeria Salvini)

da “Segnali (Poesie scelte 1937-1999)”, Fondazione Piazzolla, Roma, 2000 

Poesia d’amore – Charles Simic

Foto di Anka Zhuravleva

Foto di Anka Zhuravleva

 

Spolverino di piume.
Gabbia d’uccelli fatta di bisbigli.
Coda di un gatto nero.

Sono un bambino che corre
con le forbici aperte.
E con gli occhi bendati.

Tu sei un cuore che batte
nella selva oscura.
Sei l’urlo sulla ruota panoramica.

Proprio così, bruja
che batti il piede con le mani ai fianchi.

Notte sulla fiera.
Orchestra di legni.
Due borsaioli ciechi nella folla.

Charles Simic

da “Hotel Insonnia”, Adelphi, 2002

***

Love poem

Feather duster.
Birdcage made of whispers.
Tail of a black cat.

I’m a child running
With open scissors.
My eyes are bandaged.

You are a heart pounding
In a dark forest.
The shriek from the Ferris wheel.

That’s it, bruja
With arms akimbo
Stamping your foot.

Night at the fair.
Woodwind band.
Two blind pickpockets in the crowd.

Charles Simic

da “Jackstraws: Poems”, Houghton Mifflin Harcourt, 2000