«Hai viso di pietra scolpita» – Cesare Pavese

Bill Brandt, Nude, Campden Hill, London, 1949

 

Hai viso di pietra scolpita,
sangue di terra dura,
sei venuta dal mare.
Tutto accogli e scruti
e respingi da te
come il mare. Nel cuore
hai silenzio, hai parole
inghiottite. Sei buia.
Per te l’alba è silenzio.

E sei come le voci
della terra – l’urto
della secchia nel pozzo,
la canzone del fuoco,
il tonfo di una mela;
le parole rassegnate
e cupe sulle soglie,
il grido del bimbo – le cose
che non passano mai.
Tu non muti. Sei buia.

Sei la cantina chiusa,
dal battuto di terra,
dov’è entrato una volta
ch’era scalzo il bambino,
e ci ripensa sempre.
Sei la camera buia
cui si ripensa sempre,
come al cortile antico
dove s’apriva l’alba.

Cesare Pavese

5 novembre 1945.

da “La terra e la morte”, in “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, Einaudi, Torino, 1951

Un commento su “«Hai viso di pietra scolpita» – Cesare Pavese

  1. Mara Carlesi ha detto:

    Una delle mie poesie preferite, non solo tra quelle del mio amatissimo Cesare Pavese, ma in assoluto. La forza espressa, il richiamo del femmineo legato alla terra, alla semplicità dei rumori della quotidianità contadina, è sempre sconvolgente.

    Grazie di averla scelta.

    Mara

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