La tua notte è di lillà – Mahmūd Darwīsh

Monia Merlo, dalla serie Crisalide, 2015

 

La notte si accomoda dove sei tu. La tua notte
è di lillà. Ogni tanto un segno scappa
dai raggi delle tue fossette, infrange la coppa di vino
e accende la luce delle stelle. La tua notte è la tua ombra,
una terra leggendaria per l’uguaglianza tra
 i nostri sogni. Io non sono il viaggiatore né il residente
della tua notte lillà, sono colui che un giorno fu me.
Ogni volta che la notte si dissipa in te, intuisco
il vacillare del cuore: non se ne soddisfa l’essere, né l’anima.
E nei nostri corpi un cielo abbraccia una terra. E sei tutta
la tua notte… Una notte che risplende come l’inchiostro dei pianeti. Una notte,
a detta della notte, che striscia nel mio corpo indolente
come la sonnolenza delle volpi. Una notte che trasuda un mistero luminoso sulla mia lingua. E più si precisa,
più temo il domani nel pugno della mano.
Una notte che scruta se stessa,
sicura e rassicurata dalla propria infinitezza,
appena sfiorata dal suo specchio e dai canti degli antichi pastori
per l’estate di imperatori malati d’amore.
Una notte che ha mosso i primi passi nella poesia
preislamica, sui capricci di Imru’ al-Qays e degli altri,
e ha allargato ai sognatori il cammino del latte
verso una luna affamata ai confini delle parole…

Mahmūd Darwīsh

(Traduzione di Chirine Haidar)

da “Il letto della straniera”, Epoché, 2009

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