Un lume velenoso – Piero Bigongiari

E.O.Hoppé, Inga Arvad

E.O.Hoppé, Inga Arvad

 

Forse una stella, ma forse una lacrima,
assorta irradiando a una memoria
semispenta una luce dolorosa,
se riappari riappare o si dilegua.

Un lume velenoso che infittisce…
Dilatata dal buio la pupilla
ne beve anche le scorie, i coni d’ombra.
Ivi svolazza calmo il pipistrello
fiorentino, vi cade a terra un suono,
largito lacerato, di campane.
E io non so se è il cielo che calpesto
o se indico, indicando la luna, un argomento
spento, un trastullo…
                                        Sul mare di Amalfi
i fiori scendono al loro colore
come pensieri, un albero spoglio
è un polipo di sole sul pendio.

Ma tu che segui lieve la tua orbita,
tu siine la stessa indifferenza,
vibra calma i tuoi strali, fulmina la tua
tenebra nella mia.

Piero Bigongiari

22 novembre ’45

da “Il rogo”, 1952, in “Stato di cose”, “Lo Specchio” Mondadori, 1968

Piero Bigongiari, Il rogo, Edizioni della Meridiana, 1952

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