«Io volli qui cosí cantar per voi» – Jaroslav Seifert

John William Waterhouse, Windflowers, 1902

John William Waterhouse, Windflowers, 1902

XIV.

Io volli qui cosí cantar per voi
mentre ora il vento, per l’ultima volta
senza suggeritore ripeteva
la sua nella notte priva di luci.

Sulle labbra il suo nome, andrò da lei
come un bambino, seppure bruciasse.
Cosí l’amai come s’ama una donna
di cui la gonna il nostro corpo avvolge.

La capricciosa a cui sotto l’ascella
suona la luna come un mandolino,
e quella che veglia e monta la guardia

tenendo la mano in quell’orologio
che va e ancora va né mai piú s’arresta.
Praga! Ha sapore di sorso di vino.

Jaroslav Seifert

(Traduzione di Sergio Cordaus)

da “Corona di sonetti” (1951), in “Jaroslav Seifert, Vestita di luce”, Poesie 1925-1967, Einaudi, Torino, 1986

***

XIV.

Já pro vás přece zpívat chtěl,
když už jen vítr naposledy
vedl si svou bez nápovědy
v té tmavé noci bez světel.

S tím jménem na rtech půjdu k ní
jak dítě, třeba do plamenů.
Já miloval ji jako ženu,
jíž choulíme se do sukní.

Tu rozmarnou, jíž v podpaží
zní luna jako mandolína,
i tu, která bdí na stráži

a drží ruku v orloji,
jenž jde a jde a nestojí.
Praha! To chutná jak hlt vína!

Jaroslav Seifert

da “Věnec sonetů”, in “Knížka polibků”, Konfrontace, 1984

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