Il pescatore – Mario Luzi

Florence Henri, Vue de ma fenêtre, 1935

Florence Henri, Vue de ma fenêtre, 1935

 

Viene gente per acqua. Gente muta
rasenta le murate delle navi alla fonda,
si riscuotono all’urto dell’attracco.

                                                               Il soffio
di prima estate vola basso, sfiora
le tende, l’erba, eccita i capelli.
È l’alba ed è anche l’ora che si tirano le reti,
ora che in un brivido d’attesa
e d’incertezza luminosa guizza
di casa in casa, crea vuoti ed immagini
che se guardi da presso si dissolvono
rapidi sopra gli alberi e oltre i ponti.

Tempo sospeso ad alcunché tra oscuro
e manifesto quando pare certo
che il vero non sia in noi, ma in un segreto
o un miracolo prossimo a svelarsi,
tempo che illude gli uomini e se desta
speranza è la speranza di un prodigio.

L’inquietudine fa remote,
strane le ombre là sulla battigia
e sulla rena umida che scruto
tra queste antenne e questi alberi nani.

Perdonami, è parte dell’umano
cercare come fo in luoghi arcani
quel ch’è prossimo a noi umile e vero
oppure in nessun luogo. Tendo il viso,
seguo con gli occhi ansiosi il pescatore
mentre viene sul frangiflutti e reca
dal mare quel che il mare lascia prendere,
pochi doni, del suo perpetuo affanno.

Mario Luzi

1954

da “Onore del vero”, Neri Pozza Editore, Venezia, 1957

Un commento su “Il pescatore – Mario Luzi

  1. tittideluca ha detto:

    Grazie Isabella e un abbraccio!

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