La parola del desiderio – Alejandra Pizarnik

Foto di Francesca Woodman

Foto di Francesca Woodman

 

Questa spettrale trama del buio, questa melodia nelle ossa,
questo soffio di silenzi diversi, questo cadere per cadere,
questa galleria oscura, oscura, questo affondare senza
affondarsi.

Che cosa sto dicendo? È buio e voglio entrare. Non so
che altro dire. (Io non voglio dire, io voglio entrare.)
Il dolore nelle ossa, il linguaggio spappolato, ricostruire
a poco a poco il diagramma dell’irrealtà.

Proprietà non ne ho (questo è sicuro; alla fine è sicuro).
Poi una melodia. È una melodia piagnucolosa, una luce lilla,
un’imminenza senza destinatario. Vedo la melodia. Presenza
di una luce arancione. Senza il tuo sguardo non saprò
vivere, questo è sicuro. Ti suscito, ti resuscito.
E mi ha detto di uscire al vento e fuori di casa a domandare
se c’ero.

Passo nuda con una candela in mano, castello freddo,
giardino delle delizie. La solitudine non è essere in piedi
sul molo, all’alba, e guardare l’acqua avidamente.
La solitudine è non poterla dire per non poterla circondare
per non poterle dare un volto per non poterla rendere sinonimo
di un paesaggio. La solitudine sarebbe questa
rotta melodia delle mie frasi.

Alejandra Pizarnik

(Traduzione di Claudio Cinti)

da “L’inferno musicale” (1971), inAlejandra Pizarnik, La figlia dell’insonnia”, Crocetti Editore, 2004

Alejandra Pizarnik, La figlia dell’insonnia, “Armonia” Crocetti Editore

***

La palabra del deseo

Esta espectral textura de la oscuridad, esta melodía en
los huesos, este soplo de silencios diversos, este ir abajo
por abajo, esta galería oscura, oscura, este hundirse
sin hundirse.

¿Qué estoy diciendo? Está oscuro y quiero entrar. No sé
qué más decir. (Yo no quiero decir, yo quiero entrar.)
El dolor en los huesos, el lenguaje roto a paladas, poco a poco
reconstituir el diagrama de la irrealidad.

Posesiones no tengo (esto es seguro; al fin algo seguro).
Luego una melodía. Es una melodía plañidera, una luz lila,
una inminencia sin destinatario. Veo la melodía.
Presencia de una luz anaranjada. Sin tu mirada no voy a saber
vivir, también esto es seguro. Te suscito, te resucito.
Y me dijo que saliera al viento y fuera de casa en casa
preguntando si estaba.

Paso desnuda con un cirio en la mano, castillo frío, jardín
de las delicias. La soledad no es estar parada en el muelle,
a la madrugada, mirando el agua con avidez. La soledad
es no poder decirla por no poder circundarla por no
poder darle un rostro por no poder hacerla sinónimo de
un paisaje. La soledad sería esta melodía rota de mis frases.

Alejandra Pizarnik

da “L’inferno musical” (1971), in “Alejandra Pizarnik, Poesía Completa”, Lumen Barcellona, 2001

2 commenti su “La parola del desiderio – Alejandra Pizarnik

  1. tachimio ha detto:

    …”La solitudine sarebbe…delle mie frasi. Bellissima.Grazie Titti. Isabella

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