«Hai viso di pietra scolpita» – Cesare Pavese

Foto di Bill Brandt

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Hai viso di pietra scolpita,
sangue di terra dura,
sei venuta dal mare.
Tutto accogli e scruti
e respingi da te
come il mare. Nel cuore
hai silenzio, hai parole
inghiottite. Sei buia.
Per te l’alba è silenzio.

E sei come le voci
della terra – l’urto
della secchia nel pozzo,
la canzone del fuoco,
il tonfo di una mela;
le parole rassegnate
e cupe sulle soglie,
il grido del bimbo – le cose
che non passano mai.
Tu non muti. Sei buia.

Sei la cantina chiusa,
dal battuto di terra,
dov’è entrato una volta
ch’era scalzo il bambino,
e ci ripensa sempre.
Sei la camera buia
cui si ripensa sempre,
come al cortile antico
dove s’apriva l’alba.

Cesare Pavese

5 novembre 1945

da “La terra e la morte”, in “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, Einaudi, Torino, 1951

4 commenti su “«Hai viso di pietra scolpita» – Cesare Pavese

  1. tachimio ha detto:

    Che meraviglia leggere Pavese. Grazie Titti. Un abbraccione. Isabella

  2. Porpora Blu ha detto:

    “Tutto accogli e scruti e respingi da te come il mare”.

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